Il regista del teatro progressista, l’istruttore di equitazione del circolo bene, il commerciante alla moda, oggi l’operaio cubano (articolo sulla Gazzetta di Parma), lo straniero, l’italiano, il parmigiano…
Usate il termine che volete, se vi dà fastidio la parola patriarcato. Ma quando ci renderemo conto che c’è una sottocultura maschile del possesso, e spesso della violenza, sarà sempre troppo tardi: però almeno avremo fatto un passo avanti per cancellare questa sottocultura violenta.
(L’articolo era sulla Gazzetta di Parma di martedì 20 ottobre 2026)
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